Storie

L’Isola di Piero

Ho ereditato da mio suocero, al termine della sua esistenza, la tutela di Piero che già conoscevo, da quando, all’età di 30 anni è stato il primo soggetto svantaggiato (deficit intellettivo di media gravità) ad avvicinarsi a quel gruppo di giovani, per la maggior parte ancora studenti, che, all’inizio degli anni 80, stava costituendo la Cooperativa Isola Verde. Piero, che in quel gruppo era anagraficamente il più anziano, ha sentito subito di essere il “Presidente”. In fondo la Cooperativa stava nascendo per lui e con lui. Tale era la gioia di far parte di questo gruppo di pionieri da attivare tutte le sue migliori capacità ed energie.

La sua vita stava per cambiare: si riempiva di significato e l’Isola Verde, da allora, è stata al centro dei suoi pensieri e dei suoi discorsi. Sapeva che avrebbe dovuto fare anche fatica fisica se voleva far parte della squadra. Dai primi lavori sulle nostre strade fino alle lontane trasferte di Villarboit; dai disboscamenti sotto le linee dell’Enel, alle più tranquille colture in serra la sua partecipazione è stata assidua nel tempo e la sua presenza, ancor più che utile ai fini produttivi, lo era dal punto di vista simbolico, della testimonianza e del clima del gruppo. Ancor oggi, che ormai pensionato, viene tre mattine alla settimana in ufficio per trovare i colleghi, forte in lui è il sentimento di appartenenza a questo collettivo con il quale vuole condividere tutte le occasioni di socialità non facendo mai mancare il suo colorito saluto. Questo  gli serve per sentirsi comunque  impegnato e mantenersi in movimento per conservare il più a lungo possibile quelle autonomie faticosamente conquistate che fanno di lui una persona felice e riconoscente.