23 novembre 1980. Ore 19.34. Magnitudo 6.9
La scossa tellurica, che segnò una delle pagine tragiche del ‘900, causando circa 280.000 sfollati, quasi 9.000 feriti e circa 3.000 morti, provocò il crollo o il danneggiamento di un enorme numero di edifici in Irpinia e in molti comuni dell’Italia centro meridionale.
Una tragedia immane, che colpì la coscienza di tutti noi. Come sempre in questi casi, l’Italia intera avviò una vera e propria gara di solidarietà, che in qualche modo controbilanciò la lentezza dei soccorsi.
Tra i primi ad accorrere sul luogo della sciagura furono proprio i fondatori della neonata Cooperativa Isola Verde: fedeli agli ideali di solidarietà che li avevano spinti solo pochi mesi prima alla creazione della Cooperativa, Mauro Francioli, Giuseppe Nicolini, Loris Quaggetto, Roberto Cupelli, Marco Bindella e Luciano Parnisari, lunedì 24 novembre 1980 si stiparono in un pulmino Fiat 850 “di terza/quarta mano” e si diressero verso Sud.
«Appena giunte le prime notizie del terremoto – spiega Mauro Francioli – decidemmo di partire, con il desiderio di dare il nostro contributo per alleviare le sofferenze della popolazione colpita; l’allora Assessore al Comune di Verbania Arturo Todisco, originario proprio della Provincia di Avellino, ci aveva preparato una lettera di presentazione, una sorta di lasciapassare, grazie alla quale potemmo transitare gratuitamente ai caselli autostradali».
Il viaggio fu eterno: «Oltre a essere in sei, avendo saputo che la situazione era davvero caotica, avevamo deciso di essere completamente autonomi e avevamo portato con noi gli attrezzi del mestiere (motosega, tirfort, pale, etc) e adeguati generi si sostentamento. Il pulmino era stracarico e non poteva superare i 70/80 km orari di velocità. Arrivammo al punto di raccolta di Salerno dopo 13 ore! Fummo indirizzati – spiega ancora Francioli – al paese di Colliano, in provincia di Salerno, una zona che, grazie alla conformazione rocciosa del territorio, seppur duramente colpita dal sisma, ebbe danni meno gravi rispetto ad altre località».
I ragazzi della Cooperativa si misero subito al lavoro: «Ci fu affidata la realizzazione di tre servizi igienici per la tendopoli allestita nel campo sportivo del paese; durante i giorni in cui restammo a Colliano instaurammo inoltre un bel rapporto con alcuni degli abitanti più anziani del paese. Dormivamo anche noi al campo sportivo e ci rendevamo conto delle difficoltà di chi aveva perso tutto. Non c’erano nemmeno gli attrezzi con cui lavorare e fummo ben contenti di aver portato con noi tutto il necessario!»
Dopo cinque giorni, il gruppo verbanese rientrò, mentre dalla città piemontese scendeva un pullman con una rappresentanza istituzionale, compreso l’Assessore Todisco, in una sorta di staffetta della solidarietà.
Questa vicenda, così drammatica, fu per i fondatori di Isola Verde la conferma che la strada intrapresa era quella giusta: «Fu un’esperienza davvero formativa per noi che avevamo deciso di metterci alla prova in un contesto decisamente difficile – conferma Francioli. – Eravamo animati da una sincera volontà di essere utili alla comunità, una delle principali motivazioni che ci aveva portato alla creazione della nostra Cooperativa, ed eravamo partiti con entusiasmo e una certa ingenuità. Io non sapevo nemmeno dove fosse l’Irpinia! Però riuscire ad arrivare nelle zone terremotate e renderci utili ha rappresentato sicuramente un episodio importante nella piccola grande storia di Isola Verde».
Foto tratta dal sito agi.it