L’estate non è ancora finita e già si può pensare a preparare balconi e giardini per l’inverno in vista della prossima fioritura primaverile.
Proprio a fine agosto arrivano nelle serre di Isola Verde 27.000 talee di viole prisma a fiore grosso, di viole cornute a fiore piccolo e di cool wave striscianti. Una varietà incredibile di dimensioni e colori che resistono al freddo e che sono pronte per un’esplosione di tinte tra marzo e maggio. Gli addetti della cooperativa facenti parte del “Progetto floricolo” – dedicato all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate – si occuperanno, fra fine agosto e i primi di settembre, di reinvasarle per renderle pronte alla vendita tra fine ottobre e novembre.
Manutenzione
Le viole sono piante semplici da coltivare, ideali anche per i “pollici verdi” meno abili. Richiedono infatti pochissima manutenzione: la giusta dose d’acqua, non troppa per non i infradiciare il terreno, e la rimozione dei fiori sfioriti, da fare con le mani, scorrendo le dita dallo stelo fino alla base per non danneggiarne il fusto e la corolla. Il risultato di questa “cura minima” sono aiuole e ringhiere odorose e dipinte di colori meravigliosi.
La viola nella leggenda
Ci sono numerose leggende su questi piccoli fiori colorati. La più celebre è quella di Demetra, dea delle messi, che per vendicarsi del rapimento della figlia Persefone, portata da Ade nell’oltretomba, rese la terra arida e sterile. Zeus, preoccupato della vendetta, convinse il dio degli inferi a lasciarne libera la figlia, da primavera fino all’autunno. Demetra per accoglierla con tutto il suo amore ricoprì la terra di piccoli fiori viola dal dolce profumo.
Meno nota quella della potente dea anatolica Cibele innamorata dell’umano Attis che prima nominò suo sacerdote e poi punì con la morte per un tradimento d’amore; dal suo sangue, versato sulla terra, spuntarono le viole, il cui colore rassomigliava alle gocce di sangue coagulate.
Ma di tracce storiche di questo fiore ce ne sono moltissime: gli antichi greci scelsero la viola quale simbolo di fertilità; i romani la apprezzavano per il vino dolce che si otteneva dalla sua macerazione; nell’iconografia cristiana sono simbolo d’umiltà e del dolore di Maria, per la morte di Gesù, ma anche di forza, resistenza e fede eterna; in Francia si dice che nei petali delle violette si possa intravedere il volto della persona amata, tant’è che in alcune antiche pasticcerie, si possono ancora trovare i fiori di viole zuccherati da donare all’innamorata a San Valentino e lo stesso Napoleone Bonaparte ne fece il suo fiore personale.