Da alcuni anni l’inserimento lavorativo non è più inteso, principalmente, come la conclusione del lavoro terapeutico, il coronamento dell’attività riabilitativa e tanto meno il suggello del successo di un percorso di recupero.
L’inserimento lavorativo costituisce invece, sempre più, uno strumento del lavoro di aiuto e terapeutico; in quanto tale non si colloca linearmente come l’ultimo atto del percorso riabilitativo, ultimo anello nella catena degli interventi.
Fare, impegnare le proprie capacità, ingaggiarsi in un’attività, in primo luogo occupa il tempo.
Al di là dell’impegno e del possibile piacere connesso all’attività il coinvolgimento in attività lavorativa riguarda due altri aspetti: la socialità e l’identità.
Cittadino di Verbania