Le persone al centro, sempre!

L’attenzione alle persone è il fulcro della mission costitutiva di Isola Verde; guardare all’altro e offrire un’opportunità di lavoro e di rinascita è alla base del sogno che 40 anni fa ha fatto nascere la cooperativa.

Oggi un nuovo traguardo è stato raggiunto in questa direzione.

Isola Verde è una delle sei aziende localizzate tra il VCO e il Novarese che ha scommesso, partecipando al bando WE.CA.RE della Regione Piemonte, sul welfare aziendale e sulla possibilità di essere ulteriormente di sostegno, in un periodo complicato come questo post-Covid, alle proprie persone.

La vittoria del bando è stata una grande e inattesa soddisfazione, ne parliamo con il Presidente, Massimo Forni, tra i soci fondatori della cooperativa Isola Verde.

Abbiamo aderito volentieri, con il solito entusiasmo e la nostra voglia di sperimentare, all’iniziativa. Il concetto di rete e di collaborazione è un principio cardine del nostro lavoro e dello spirito che ci anima sin dagli esordi. Ci piace l’idea di cooperare e la squadra che si è composta è certamente interessante e di stimolo per tutti noi.

Della rete fanno parte, come afferenti alla cooperazione, oltre a Isola Verde, Il Sogno di Domodossola, che sarà capofila, Il Ponte di Invorio ed Emmaus di Novara, come rappresentanti del settore commercio Assoform scarl e Seas srl, di Novara, entrambe espressione della Confcommercio novarese.

Ogni membro della rete attiverà una serie di progetti di welfare per la propria realtà. Su che cosa si concentrerà Isola Verde?

Ci siamo concentrati, analizzandole, sulle esigenze di tutti i nostri lavoratori, per fare in modo che i fondi derivanti da questo bando vengano destinati a supporto delle loro necessità famigliari. Abbiamo quindi messo a bilancio interventi relativi al sostegno di genitori con figli adolescenti e problematici che aiuteremo nelle attività scolastiche e para scolastiche e nel supporto psicologico; ai servizi per la prima infanzia, quali centri estivi, asili nido, baby sitter; alle consulenze per le pratiche fiscali e ai servizi di cura per i disabili.

Obiettivo prioritario della rete sarà la creazione di una “comunità di pratica”, attivando un costante confronto sul welfare, per condividere esperienze, mettendole a patrimonio comune e creando dei veri e propri laboratori di welfare, all’interno dei quali non solo organizzare azioni ma, in senso più ampio, “animare” una progettazione partecipata per la creazione di prassi e strategie concrete, condivise, sostenibili.

Al di là dei progetti che ogni singolo componente della rete attiverà, ci saranno momenti formativi e informativi comunitari in cui mettere proprio a fattor comune il lavoro in corso. Tutti i lavoratori ne saranno coinvolti e sotto la guida di psicologi, educatori, consulenti tributari e fiscali, assistenti socio assistenziali e altri esperti di specifici settori individuati, verranno aggiornati sulle tematiche e sulle potenzialità del progetto in corso anche per i singoli individui.

Le caratteristiche dell’ATI e, insieme, le relazioni attivate grazie alla rete saranno pertanto proficuamente funzionali a una contaminazione su e con il territorio, cosicché il progetto potrà costruire percorsi di “welfare aziendale in dimensione territoriale”, ovvero interventi mirati al benessere della singola azienda, ma con ricadute importanti sul territorio, con formule innovative che sviluppino la collaborazione reciproca, necessaria a un’efficace e coordinata azione per rispondere alle esigenze concrete del territorio e, come ricaduta indiretta di particolare valore, creare nuove occasioni in ambito occupazionale. In questa logica si inserisce l’impegno alla mappatura di soggetti (perlopiù della cooperazione) erogatori di servizi di welfare e alla creazione di un catalogo che già è parte integrante del Protocollo e sarà implementato nel corso del progetto.

Gli incontri di informazione e di sensibilizzazione opereranno in questa direzione, lavorando per individuare strumenti (accordi, protocolli, ecc.) e modalità operative (condivisione messa in rete di strumenti e servizi di welfare) che consentano cooperazione tra settori e livelli imprenditoriali diversi all’interno della comunità locale, coinvolgendo le imprese (a partire da quelle in ATI) e l’insieme delle forze istituzionali ed economico-sociali (grazie alla rete) in un impegno corale.