Mai come in questo anno complicato il tema dell’occupazione è di fondamentale importanza e attualità. Con aziende ed esercizi commerciali in sofferenza, avere e conservare il proprio lavoro sta diventando complicato per tutti. Proprio per questo realtà come Isola Verde sono fondamentali per tutelare e sostenere le fasce più fragili e in difficoltà, che potrebbero essere ancor più penalizzate di altre in momenti così imprevedibili..
La mission fondativa della cooperativa ha, infatti, come fulcro della propria attività l’inserimento lavorativo di soggetti disagiati. Ne parliamo con Orietta Donini, vicepresidente di Isola Verde, dal 1997 in cooperativa e da 12 anni responsabile degli inserimenti lavorativi.
Siamo quasi arrivati alla fine di questo 2020 decisamente turbolento, come è andata l’attività di inserimento? La pandemia vi ha penalizzato?
Fortunatamente, nonostante gli accadimenti, il lavoro è proseguito nel migliore dei modi. Anche quest’anno siamo riusciti a portare avanti l’inserimento di 18 persone, confermando la media delle assunzioni e dei tirocini annuali che si attesta sempre entro le 20 unità.
Come selezionate e da dove provengono le persone che integrate nei vari comparti professionali della cooperativa?
Lavoriamo a stretto contatto con i Servizi Sociali, in particolare con il Sert, con la psichiatria e con il servizio a supporto delle disabilità fisiche, che ci indicano le persone abili al lavoro. Personalmente effettuo un primo colloquio conoscitivo, cui seguono uno o due incontri in cooperativa con il consiglio direttivo e con il futuro caposquadra, e se la persona viene ritenuta idonea procediamo con un periodo di tirocinio o di assunzione a tempo determinato. Nel corso dell’anno il servizio o il medico competente effettuano dei controlli sul personale assunto e sul suo percorso lavorativo.
In 12 anni di attività avrai incontrato tantissime persone. C’è un grande turnover, oppure le persone che selezionate proseguono per più anni il lavoro con voi?
Sì, persone ne ho incontrate davvero tante e molte sono entrate a fare parte della nostra grande famiglia. L’intento principale di Isola Verde è, dalla sua costituzione, dare un’opportunità di svolta alle persone che assumiamo, dare loro modo, attraverso il lavoro, di trasformare in meglio la propria vita. Quello in cui noi speriamo sempre, quando introduciamo una nuova persona è di iniziare un percorso insieme, professionale e umano. Per questo motivo, quando i risultati del primo anno sono buoni, il soggetto si è integrato, mostra passione per il lavoro e voglia di crescere e di imparare, lo richiamiamo anche negli anni successivi.
A fine anno facciamo una riunione con tutti i capi squadra proprio per definire i progressi delle singole persone, la loro validità operativa, la loro integrazione nel gruppo proprio in prospettiva di riassunzioni future.
Che tipo di attività svolgono all’interno della cooperativa?
A seconda delle competenze e delle abilità possono entrare a fare parte delle squadre operative e quindi occuparsi delle diverse mansioni legate alla manutenzione del verde; in alcuni casi, quali una disabilità fisica lieve, possono anche assumere il ruolo di capo squadra; occuparsi in serra della floricultura; fare sevizio di guardiania all’interno delle Ville o Parchi pubblici.
Quando avvengono le selezioni? Vi basate sui picchi di lavoro, sulla stagionalità delle attività?
A gennaio attivo già le selezioni, anche in vista della potatura di febbraio, con il primo colloquio conoscitivo. Nel corso dell’anno possono esserci però dei momenti di picco lavorativo, oppure possono aprirsi nuove opportunità. Quest’anno, ad esempio, abbiamo partecipato ad alcuni bandi PPU (progetti pubblica utilità) dedicati proprio alle persone disoccupate.
Vorremmo chiudere questa chiacchierata con una domanda più personale: cosa ti appassiona di più del tuo lavoro?
Vedere i risultati di un percorso lavorativo positivo che permette a una persona in difficoltà, che magari fino al mese prima non aveva nemmeno un tetto sulla testa, di avere la possibilità di affittarsi una casa e concedersi pasti regolari. Vederla rifiorire, reintegrarsi, costruirsi una vita; essere protagonista di un proprio riscatto sociale e famigliare; avere nuovamente sogni e prospettive.